Avamposto sicuro

Analisi sul presente e sul futuro

  • di Antonio Martino

SCONTRO TRUMP-MELONI.

21 Giugno 2026

Strappo senza precedenti tra USA e Italia dopo le dichiarazioni rilasciate dal presidente americano sul suo incontro con la nostra premier Giorgia Meloni al vertice G7 che si è tenuto nei giorni scorsi in Francia: “mi ha implorato di fare una foto con lei… mi ha fatto pena…”.

La presidente del Consiglio ha replicato duramente a Trump accusandolo di aver mentito, di essere allibita da come il presidente USA si comporta con gli alleati e di non fare lo stesso con i nemici dell’Occidente, e di non avere mai implorato nessuno.

Ieri altra benzina sul fuoco. L’inquilino della Casa Bianca ha accusato Meloni di volere la sua amicizia per fare risalire la sua popolarità, che sarebbe a suo dire in calo. Pronta la risposta della premier: “essere tua amica non ha certo favorito la mia popolarità”.

Dopo mesi di freddezza reciproca questo vertice poteva essere l’occasione per fare tornare la pace tra i due, invece si è tradotto in uno scontro personale incredibile, destinato a rimanere nella memoria collettiva e a incidere sui rapporti tra le due istituzioni, anche se per ragioni diplomatiche i due leader si riabbracceranno fra qualche settimana.

Le invettive di Donald Trump sono dovute al fatto che l’Italia non abbia concesso le basi di Sigonella per gli attacchi all’Iran, non abbia voluto partecipare alla guerra mandando le sue navi nello Stretto di Hormuz, e alle critiche delle nostra premier alle sue parole sul Papa. Il presidente americano si è sentito tradito da quella che considerava la principale alleata europea, che avrebbe dovuto consentirgli di fare breccia dentro la Nato (in America Meloni era addirittura chiamata la “consigliera del presidente”), per cui l’ha aspettata al varco e l’ha pugnalata in mondovisione.

Sicuramente l’episodio rientra nella strategia comunicativa di Trump, che spesso deride, insulta e minaccia per poi placarsi dopo qualche giorno e far tonare tutto come prima. Ha ragione la nostra premier quando dice che questo comportamento il presidente USA lo riserva principalmente agli Stati del suo stesso blocco geopolitico, sembra quasi un modo per bacchettare i suoi alleati, e concedere successivamente, con poteri quasi divini, la grazia.

L’obiettivo del Tycoon è fare diventare l’Europa un satellite degli USA, asservita, ininfluente, consapevole delle proprie debolezze, e costretta a pagare dazi e a incrementare le spese militari comprando armi. Vede un’Europa debole, disunita, senza una linea politica comune, senza un capo vero, dove gli interessi interni prevalgono su quelli dell’Unione, e quindi ne approfitta senza mezze misure. Il G7 in Francia poteva essere forse l’occasione per mostrare che il vento sta cambiando anche in Europa, ma così non è stato.

Parlando della nostra premier a me è piaciuta. Ha reagito invece di incassare, e ha impostato la risposta non tanto come difesa personale ma come difesa della dignità dell’Italia. La nostra presidente del Consiglio aveva investito molto nel ruolo di “ponte” tra Europa e Trump, ed è stata per molto tempo vicina al presidente americano, però quando si è accorta che gli interessi degli italiani erano diversi da quelli americani, ha preso le distanze, rafforzando l’immagine di una leader che non è subordinata a Washington.

Al G7 ha cercato il contatto con il presidente americano, dalla immagini trapela questo. Tuttavia l’approccio è stato visibilmente paritario, non di una che cerca comprensione o la pacca paternalistica sulla spalla. 

In conclusione la collaborazione europea con gli Stati Uniti deve proseguire, è la storia che ce lo dice ed è l’attuale situazione geopolitica che ce lo impone, ma non bisogna puntare sui rapporti personali con il presidente americano di turno, serve più personalità e autorevolezza, che possono derivare solo dallo sviluppo di una maggiore capacità di agire come blocco politico autonomo. Macron forse lo ha capito più degli altri.

Posted in: Politica internazionale Tagged: Alleanza transatlantica, Donald Trump, europa, Giorgia Meloni, NATO, Scontro trump meloni, Trump

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