Avamposto sicuro

Analisi sul presente e sul futuro

  • di Antonio Martino

UCRAINA: SPERANZE DI PACE.

21 Dicembre 2025

Da circa un mese la guerra in Ucraina è tornata prepotentemente alla ribalta per l’importante tentativo di Donald Trump di porre fine al conflitto.

In sintesi si è partiti a novembre con un piano di pace di 28 punti proposto dal presidente americano che ha spiazzato Kiev e i paesi europei perché prevedeva la cessione di territori da parte dell’Ucraina. Da lì si sono susseguiti una serie di incontri tra i negoziatori USA, i leader europei e Zelensky (Putin non c’è mai) che hanno fatto chiaramente capire le posizioni di ognuno.

Trump sta cercando di forzare un accordo di pace, mettendo pressione su Kiev (Zelensky “deve essere realista”, “La Russia ha il sopravvento”) e su alcuni alleati europei  per accettare compromessi sui territori contesi.

L’Europa sostiene l’Ucraina e aumenta la pressione economica su Mosca. Fino a qualche giorno fa c’era l’idea di utilizzare i 210 miliardi di asset russi congelati dai governi occidentali in risposta alle azioni di Mosca nei confronti dell’Ucraina. Si tratta di asset sovrani, quali fondi di investimento pubblici custoditi presso banche europee, o asset privati, quali yacht o ville di lusso degli oligarchi russi presenti in Europa e bloccati. L’Europa ha poi rinunciato a questa idea e ha trovato l’intesa per un prestito all’Ucraina di 90 miliardi di euro per i prossimi due anni da finanziare con un debito comune.

Zelensky ha rigettato pubblicamente qualsiasi cessione di territori a Mosca senza un referendum popolare, invia sue proposte di pace alle potenze occidentali (non considerate minimamente dagli USA e dalla Russia) e chiede garanzie di sicurezza con truppe europee in territorio ucraino. L’obiettivo del leader ucraino è quello di rafforzare la posizione negoziale dell’Ucraina.

Putin continua invece imperterrito l’offensiva mantenendo una linea ferma sia sul terreno che diplomaticamente. Per il leader russo la base di un accordo deve prevedere la non adesione dell’Ucraina alla NATO e la cessione del Donbass. Inoltre dice no alle forze dell’Alleanza atlantica sul territorio ucraino dopo un eventuale accordo, anche solo per garantire la sicurezza. Infine accusa l’America di Biden di avere iniziato il conflitto in Ucraina e i “maiali europei” di aver sposato il disegno americano.

In ultimo l’Italia, a cui spetta il ruolo dell’equilibrista. Giorgia Meloni sostiene con forza Zelensky, nonostante quest’ultimo sia bistrattato da Trump con cui la nostra premier ha un rapporto idilliaco. A mio avviso si tratta di una grande prova di coerenza del nostro presidente del Consiglio. Tuttavia, anche se Giorgia Meloni appoggia Zelensky, come fanno i leader  europei, evita di entrare nelle continue tensioni tra i volenterosi (Germania Francia e Inghilterra) e Donald Trump. Così non perde la stima americana e, considerato il suo sostegno all’Ucraina, non rimarrà isolata in Europa. Equilibrismo che per adesso paga, a mio parere solo per adesso, poi toccherà schierarsi.

In definitiva siamo in una fase della guerra in cui si sta pensando seriamente di mettere la parola fine al conflitto. I morti sono stati tanti, la guerra è stata lunghissima. Come appare nell’immagine di questo articolo, sotto Natale la speranza è che al più presto si arrivi ad una tregua, che può essere raggiunta solo se ognuno rinuncerà a qualcosa.

Putin non vuole essere ricordato come quello che non ha vinto, sicuramente farebbe meno rinunce. Opzione che potrebbe essere condivisibile viste le forze in campo. Zelensky potrebbe concedere qualcosa in più, comunque non sarebbe ricordato come uno sconfitto. L’Europa non deve avere l’illusione che la Russia potrebbe essere battuta con le modalità attuali. La affronti ad armi pari se vuole, anche se sarebbe una soluzione tragica per il mondo intero. L’idea è trascinare Putin, sfinito, ai tavoli negoziali? Ma a quale costo? Altri morti? Altre mutilazioni che hanno già toccato quota 100 mila? Direi basta…

Posted in: Politica internazionale Tagged: America, conflitto in Ucraina, Donald Trump, europa, Guerra in Ucraina, Meloni, Putin, Russia, Trump, Ucraina, USA, Zelensky

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